CogniFit pubblica il primo sondaggio sulla salute cognitiva rivolto ai professionisti di tutto il mondo
324 professionisti in 43 paesi rivelano che la salute cognitiva sta uscendo dalla clinica, mentre datori di lavoro, assicurazioni e industria farmaceutica non riescono a tenere il passo.
In sintesi
Il primo sondaggio globale di CogniFit rivolto ai professionisti della salute cognitiva ha raccolto il parere di 324 professionisti in 43 paesi e mostra un settore che passa da specialità clinica a pratica quotidiana per tutta la vita, mentre secondo i professionisti datori di lavoro, assicurazioni e aziende farmaceutiche non tengono il passo.
- L'89% dei professionisti ritiene che datori di lavoro, assicurazioni e sistemi sanitari dovrebbero fare di più per integrare la salute del cervello nei propri programmi.
- La visione prevalente (39%) considera la salute cognitiva una categoria che abbraccia sanità, istruzione, lavoro e longevità, non solo uno strumento clinico.
- I professionisti si fidano dell'IA per compiti amministrativi come la generazione di report molto più che per il supporto alle decisioni cliniche.
- Il costo, non la maturità tecnologica, è il principale ostacolo indicato dai professionisti per la diffusione dei servizi di salute cognitiva.
- Il sondaggio è stato condotto con la società di ricerca indipendente SharpBrains tra pionieri molto coinvolti, quindi i risultati sono segnali di tendenza e non un quadro rappresentativo.
Un cambio di paradigma silenzioso nella salute cognitiva
CogniFit, pioniere globale della valutazione e dell'allenamento cognitivo digitale, ha pubblicato oggi i risultati del Sondaggio globale 2026 sui professionisti della salute cognitiva, realizzato sulla sua piattaforma professionale in collaborazione con la società indipendente di ricerche di mercato SharpBrains. Condotto in inglese e spagnolo, il sondaggio ha raccolto le risposte di 324 professionisti in 43 paesi, che lavorano con popolazioni molto diverse: dai bambini con ADHD e difficoltà di apprendimento agli adulti in cerca di prestazioni ottimali e agli anziani che gestiscono l'invecchiamento cerebrale.
I risultati descrivono un settore che vive un cambio di paradigma silenzioso: la salute cognitiva non è più vista come una specialità clinica per i malati, ma come una pratica per tutta la vita e per tutti, che abbraccia sanità, istruzione, lavoro e longevità.
Il segnale più forte del sondaggio è un appello all'azione. L'89% dei professionisti concorda che le organizzazioni, cioè datori di lavoro, assicurazioni e sistemi sanitari, dovrebbero fare di più per integrare la salute del cervello nei propri programmi, mentre solo il 3% non è d'accordo. Un altro 76% ritiene che gli effetti collaterali cognitivi di farmaci e anestesia dovrebbero essere monitorati più da vicino, un messaggio rivolto direttamente alle aziende farmaceutiche e alle autorità di regolamentazione.
Risultati principali
Sei numeri, tratti da 324 professionisti in 43 paesi, mostrano dove sta andando il settore.
Perché CogniFit è in grado di misurare il polso del settore
CogniFit ha una posizione unica per misurare il polso del settore. La sua piattaforma è usata da clinici, neuropsicologi, ricercatori, educatori e organizzazioni sanitarie in più di 20 lingue, e questo offre all'azienda un accesso diretto alla realtà quotidiana dei professionisti della salute cognitiva nel mondo.
Il sondaggio è stato ideato con SharpBrains per cogliere segnali precoci e non per offrire un quadro statisticamente rappresentativo: i rispondenti sono pionieri molto coinvolti, le cui opinioni anticipano la direzione di ospedali, scuole e luoghi di lavoro.
Dal CEO di CogniFit
“Per decenni abbiamo trattato il cervello come si trattava il cuore prima degli anni Settanta: lo guardavamo solo quando qualcosa andava storto. Questi 324 professionisti in 43 paesi ci dicono che quell'epoca è finita. La salute cognitiva sta diventando misurabile, allenabile e di routine come la salute cardiovascolare, e qualsiasi organizzazione che non la integri nei propri programmi sanitari, educativi o aziendali arriverà semplicemente in ritardo.”
Dove i professionisti si fidano dell'IA e dove no
Solo il 6% dei professionisti rifiuterebbe del tutto di usare l'IA, ma la loro fiducia dipende molto dal tipo di compito.
Dalla clinica a ovunque
Anche l'appello alle istituzioni è netto. Il 39% dei rispondenti, la visione prevalente, vede il futuro della salute cognitiva come una categoria trasversale che abbraccia sanità, istruzione, lavoro e longevità, mentre solo l'8% la considera soprattutto uno strumento di valutazione clinica per le condizioni neurologiche. I professionisti sono favorevoli a controlli di routine molto precoci: «sotto i 18 anni» è l'età di inizio più citata e una chiara maggioranza sostiene lo screening prima dei 50.
L'assistenza cognitiva è inoltre già uscita dalla clinica: l'uso a domicilio rappresenta ormai il 35% dei contesti segnalati, poco dietro il 41% delle cliniche; eppure solo il 22% dei professionisti segue i progressi cognitivi in modo continuo con strumenti digitali.
Dal CEO di SharpBrains
“Questi 324 professionisti ci dicono che il dibattito si è spostato dal chiedersi se la salute cognitiva sia importante al come offrirla su larga scala, lungo tutto l'arco della vita e non solo quando qualcosa va storto. Il segnale più forte è un appello all'azione rivolto a datori di lavoro, assicurazioni e industria farmaceutica: l'89% dei professionisti ritiene che le organizzazioni dovrebbero fare di più per integrare la salute del cervello nei propri programmi.”
Cosa frena il settore
Gli ostacoli indicati dai professionisti sono pratici, non tecnologici.
Metodologia
Il Sondaggio globale 2026 sui professionisti della salute cognitiva è stato condotto online, in inglese e spagnolo, tra 324 professionisti che usano la piattaforma professionale CogniFit, ed è stato ideato in collaborazione con SharpBrains per cogliere i segnali precoci nel settore. Tra i rispondenti figuravano neuropsicologi, psichiatri, professionisti delle cure primarie e della salute sul lavoro, psicologi, terapisti, educatori e ricercatori.
Sono rappresentati 43 paesi in totale: i primi sei paesi coprono il 75% del campione, mentre il restante 25% è distribuito su 37 paesi. I rispondenti sono pionieri molto coinvolti e non un campione statisticamente rappresentativo di tutti i clinici, quindi i risultati vanno letti come segnali di tendenza sulla direzione del settore. Le note metodologiche complete sono disponibili nel report scaricabile. Il sondaggio non è stato sponsorizzato da alcuna organizzazione farmaceutica, assicurativa o datoriale.
Leggi tutti i risultati e scarica il report
Il report completo include dati suddivisi per paese, un'analisi specialità per specialità e un editoriale della dirigenza di CogniFit.
Informazioni su CogniFit
CogniFit è un pioniere e leader globale nella salute cognitiva. Dal 1999 l'azienda ha costruito una delle piattaforme digitali di valutazione e allenamento cognitivo più usate al mondo, una soluzione registrata presso la FDA, disponibile in più di 18 lingue e scelta da clinici, neuropsicologi, ricercatori, educatori e organizzazioni sanitarie di tutto il mondo. La piattaforma permette ai professionisti di valutare, monitorare e allenare la cognizione lungo tutto l'arco della vita, dalle condizioni dello sviluppo come l'ADHD alle prestazioni ottimali, all'invecchiamento sano e alla longevità.
Domande frequenti
Che cos'è il Sondaggio globale 2026 sui professionisti della salute cognitiva?
È il primo sondaggio globale di CogniFit sui professionisti della salute cognitiva, condotto con la società di ricerca indipendente SharpBrains tra 324 professionisti in 43 paesi, e riguarda popolazioni che vanno dai bambini con ADHD e difficoltà di apprendimento agli adulti in cerca di prestazioni ottimali e agli anziani che gestiscono l'invecchiamento cerebrale.
Chi ha partecipato al sondaggio?
Tra i rispondenti figuravano neuropsicologi, psichiatri, professionisti delle cure primarie e della salute sul lavoro, psicologi, terapisti, educatori e ricercatori che usano la piattaforma professionale CogniFit in 43 paesi.
Il sondaggio è rappresentativo di tutti i clinici?
No. I rispondenti sono pionieri molto coinvolti e non un campione statisticamente rappresentativo di tutti i clinici, quindi i risultati vanno letti come segnali di tendenza sulla direzione del settore, non come un censimento definitivo.
Il sondaggio è stato sponsorizzato da un'organizzazione farmaceutica, assicurativa o datoriale?
No. Il sondaggio non è stato sponsorizzato da alcuna organizzazione farmaceutica, assicurativa o datoriale.